SCUOLA

Altra ondata di licei occupati: Cavour, Meucci e Kant si aggiungono alla lista

Sono diventati 22 gli istituti che dall’inizio di ottobre hanno scelto la strada più estrema della mobilitazione, tre solamente oggi

Si allunga la lista delle scuole occupate a Roma. Oggi, martedì 30 novembre, i collettivi studenteschi del Cavour in zona Colosseo, del Meucci (la succursale del Von Neumann) in zona Tiburtina e del Kant a Centocelle hanno preso possesso degli spazi delle scuole, portando a 22 il numero di istituti che hanno occupato o sono attualmente occupati dal 6 ottobre a oggi. 

Nei giorni scorsi anche il Carducci di via Asmara al Quartiere Africano (sgomberato la scorsa settimana, ha occupato nuovamente ieri) e il Giordano Bruno di via della Bufalotta (il quinto solamente nel Municipio III) si erano uniti alla mobilitazione, che ha vissuto anche diversi momenti di tensione tra studenti, forze dell’ordine e dirigenti scolastici coinvolti. 

Occupazioni e tensioni, dal Ripetta al Morgagni

Per esempio al liceo artistico di via di Ripetta, in pieno centro, quando la mattina successiva all’occupazione un centinaio di ragazze e ragazzi in sit-in fuori dalla scuola hanno tentato di entrare per supportare gli occupanti, ma sono stati respinti dalle forze dell’ordine presenti, in tenuta anti-sommossa. Da quello scontro è scaturita anche una denuncia, tramite i social, di una studentessa diciassettenne nei confronti di un agente di Polizia, portata in Parlamento da una deputata del Gruppo Misto durante un’interrogazione. Anche al Morgagni di via Fonteiana, zona Monteverde, le cose non sono andate come gli occupanti si auspicavano: la protesta sarebbe dovuta finire pacificamente domenica scorsa, ma il sabato in tarda serata le forze dell’ordine hanno bussato intimando lo sgombero entro pochi minuti. Il motivo? Probabilmente il pericolo di un focolaio Covid dovuto alla positività di una studentessa che aveva preso parte all’occupazione. 

La preside del Newton: “Condivido le proteste, ma la modalità non è quella giusta”

Dirigente scolastica del Newton (che la settimana scorsa è stato uno dei licei occupati), Cristina Costarelli è anche presidente dell’associazione nazionale presidi di Roma e del Lazio. La sua posizione sulla protesta studentesca nella nostra città è chiara, come spiega a Roma Today: “La sistematicità delle occupazioni non è negabile – dichiara – erano anni che non si viveva un’ondata del genere. Però dal mio punto di vista è una protesta che crea solo contrasti interni ai singoli istituti, in nome di princìpi alti di cui non credo gli studenti abbiano piena consapevolezza. Nei fatti non li portano avanti nelle sedi opportune”. 

La sua non è una totale chiusura alle istanze di migliaia di studentesse e studenti di Roma e del Lazio: “Condivido il 99% dei punti che hanno portato alla mobilitazione – prosegue Costarelli – perché sono gli stessi che evidenziamo anche noi come associazione. Dagli orari scaglionati alle condizioni dell’edilizia fino al rinnovamento della proposta didattica, ma bisogna agire tramite riforme che partano dal Ministero. I ragazzi hanno ragione a chiedere ciò che chiedono, la sintonia è totale, ma siamo in disaccordo sulle modalità”. Infine l’apertura nei confronti dei suoi studenti: “Ai ragazzi del Newton  – conclude – ho già detto più volte che non ho problemi a concedere spazi e momenti per dibattiti, incontri, ospiti esterni per discutere dei temi che più stanno a cuore”.