CRONACA

Il dramma degli addetti alla pulizia delle scuole: a Roma 500 licenziamenti

Sono gli ex Lsu rimasti fuori dal processo di internalizzazione: scaduto anche il Fondo di integrazione salariale

Dopo il lungo percorso che ha portato all’assunzione di 14mila collaboratori scolastici in tutta Italia, c’è chi è rimasto fuori dal processo di internalizzazione e adesso va incontro al licenziamento. Sono le lavoratrici e i lavoratori ex Lsu e appalti storici che, non avendo raggiunto il requisito dell’anzianità di cinque anni per essere direttamente assunti, hanno dovuto interrompere la loro attività di addetti alle pulizie nelle scuole. Sospesi e senza più nemmeno il fondo di integrazione salariale scaduto lo scorso 31 dicembre. Sono 1200 in tutto il paese, di questi 500 solo a Roma e nel Lazio. 

Addetti alle pulizie nelle scuole: a Roma 500 licenziamenti

“Famiglie rimaste senza reddito, che oggi vivono un dramma”, sottolinea ai microfoni di RomaToday Sara Imperatori, della Fisascat Cisl. Tra loro c’è chi è rimasto fuori perchè con soli due anni di servizio, ma anche coloro arrivati ad un passo dal traguardo con quattro anni di lavoro nelle scuole alle spalle. Un’esperienza comunque insufficiente per essere collocati tra i collaboratori Ata. Senza posto anche coloro che non hanno potuto fare domanda perchè non aveva lavorato in una provincia che aveva posti a disposizione perchè esauriti dalle assunzioni precedenti. “Intanto abbiamo chiesto l’estensione degli ammortizzatori sociali anche per i lavoratori e le lavoratrici dei servizi ad oggi rimasti senza. Chiediamo inoltre – aggiunge Imperatori – che anche per i 500 ex Lsu e Appalti Storici di Roma e del Lazio, per i 1200 in tutta Italia, si apra la possibilità di essere internalizzati. Bisogna agire concretamente per tutelare gli addetti e i livelli occupazionali, oltre i numerosi slogan politici che abbiamo sentito in questi anni”. 

“Contestiamo l’apertura della procedura di licenziamento perchè riteniamo che ci siano ancora delle possibilità: nella legge di Bilancio è stato dato mandato al Ministero dell’Istruzione di procedere ad un’altra procedura assunzionale. Questo – spiega Cinzia Bernardini della Filcams Cgil – rimette in gioco i posti ancora liberi, circa 450 a livello nazionale. Riteniamo che vada trovata una soluzione per tutti attraverso l’impegno di tutte le istituzioni coinvolte affinchè questo percorso si concluda dando un’opportunità di lavoro per tutti. Nessuno deve essere escluso per noi non è uno slogan ma un obiettivo”. 

Contro i licenziamenti degli ex Lsu i sindacati chiedono tavolo al Governo

Una vertenza per la quale Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti hanno chiesto di attivare un tavolo governativo affinchè si ritirino i licenziamenti. “Bisogna assicurare continuità occupazionale e reddituale alle lavoratrici e ai lavoratori rimasti fuori dal percorso di internalizzazione attivato dal Ministero dell’Istruzione”. Da qui la richiesta di mettere in sicurezza le persone attivando gli ammortizzatori sociali, anche a fronte dei nuovi interventi legislativi contenuti nella Legge di Bilancio, “che creano le condizioni per effettuare nuove e ulteriori assunzioni negli organici Ata”.

Ex Lsu, 500 licenziamenti. I sindacati: “Nessuno deve rimanere escluso”

Ma per adesso c’è la fumata nera: le imprese presenti non hanno accolto le richieste delle organizzazioni sindacali che, anche per queste ragioni, non si sono rese disponibili a sottoscrivere alcun documento che potesse avvalorare la procedura attivata dalle imprese. Immediato il sollecito per il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministero dell’Istruzione, la Conferenza delle Regioni e l’ANCI per la convocazione urgente di un incontro con tutte le parti coinvolte, al fine di individuare strumenti e soluzioni indispensabili per tutelare le lavoratrici e i lavoratori interessati. “In attesa – sottolineano i sindacati – di giungere a una soluzione occupazionale e reddituale definitiva per tutti, perché nessuno rimanga escluso”.