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L’affare dei lavoratori Ama: rubano carburante dai camion e lo rivendono ai privati, 13 arresti

I finanzieri hanno inoltre smascherato altri lavoratori dell’azienda municipalizzata che usavano le schede carburante per le loro auto private

Un vero e proprio affare, con i soldi dei contribuenti. Ad allestirlo alcuni lavoratori Ama, con la complicità di privati cittadini. Da una parte il furto di carburante dai mezzi dell’azienda municipalizzata, il cosiddetto “succhio”, con il gasolio poi rivenduto in nero. Dall’altra un utilizzo indebito delle schede carburante, con 6 dipendenti che invece di usarle per i mezzi di lavoro, facevano il pieno di benzina alle loro vetture private. A smascherare i due business i finanzieri che hanno arrestato 10 lavoratori dell’azienda dei rifiuti romana ed altre 3 persone che avevano allestito l’illecito profitto.  

Il furto di carburante dai mezzi Ama 

A dare il via alle indagini dei militari del comando provinciale della guardia di finanza di Roma un’inchiesta de Le Iene, andata in onda nel novembre 2020. Un servizio di Filippo Roma ed Marco Occhipinti nel quale una pentita raccontò ai due giornalisti come veniva rubato il carburante dai mezzi Ama. Da qui le investigazioni che hanno permesso a finanzieri di accertare come 7 persone – 4 dipendenti Ama e tre complici – avessero allestito un deposito privato da dove sottraevano carburante dagli automezzi Ama (tramite succhio) per poi rivenderlo ad alcuni privati cittadini. 

Furto carburante Ama FOTO OK-4

L’utilizzo delle schede carburante a fini privati

Un filone d’indagine che ha poi permesso ai militari delle fiamme gialle di accertare un secondo illecito, non legato al furto di carburante, messo in atto da altri sei lavoratori Ama. Ma cosa facevano? Semplice, utilizzavano le schede carburante degli automezzi dell’azienda dei rifiuti ma invece di fare il pieno ai camion lo facevano ai loro mezzi privati. 

Associazione a delinquere finalizzata al peculato 

Concluse le indagini gli inquirenti hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari con la quale il gip del tribunale capitolino, su richiesta della locale procura della  Repubblica, ha disposto la custodia in carcere nei confronti di 7 soggetti, di cui 4 incaricati di pubblico servizio, dipendenti dell’azienda municipale ambiente Ama S.p.A, indagati per associazione a delinquere finalizzata al peculato, in relazione alla sottrazione di carburante da automezzi impiegati per il servizio di igiene urbana. Con il medesimo provvedimento, è stato altresì disposto il sequestro preventivo di beni per oltre 200mila euro, nella disponibilità di altri 6 dipendenti della menzionata società partecipata pubblica. 

La collaborazione di Ama 

Grazie alla fattiva collaborazione fornita da Ama le investigazioni hanno consentito di ricostruire presunte sottrazioni, appropriazioni e vendite di gasolio nella disponibilità di Ama, poste in essere da dipendenti della stessa con il supporto di alcuni privati. 

La nota di Ama 

Indagine delle fiamme che ha trovato il commento del presidente di Ama Daniele Pace che in una nota stampa dichiara: “Nell’ambito dell’ordinanza di custodia cautelare disposta dal Tribunale di Roma nei confronti di 4 dipendenti di AMA, l’azienda ha collaborato con la Procura mettendo a disposizione delle autorità tutte le informazioni in proprio possesso relative a indagini iniziate nel 2020. Siamo fiduciosi nel lavoro della magistratura che accerterà tutte le responsabilità. Ciò rientra in una più ampia collaborazione di Ama con tutte le forze dell’ordine, con la Guardia di Finanza e non solo, al fine di rendere l’azienda municipalizzata una casa di vetro dove la professionalità e l’impegno vadano sempre di pari passo con un modello etico di lavoro sempre attento a garantire correttezza e legalità”.

La condanna del Pd Ama

A condannare i fatti Flavio Vocaturo, del Pd Ama: “Quello che si apprende dalla stampa e dalle dichiarazioni dell’azienda Ama in merito agli arresti di alcuni dipendenti è molto spiacevole. L’indagine che parte dal 2020 per furto di carburante arrivata ad oggi con gli arresti è un danno di immagine all’azienda e a tutti i lavoratori  che ogni giorno svolgono il servizio pubblico nella trasparenza e nell’onestà. Fa piacere che i vertici aziendali hanno collaborato con la Procura mettendo a disposizione tutte le informazioni in proprio possesso dimostrando rispetto per le istituzioni e soprattutto proteggendo i lavoratori onesti. La magistratura  accerterà tutte le responsabilità ma è evidente che alcuni atteggiamenti non possono essere tollerati e sono indifendibili per rispetto di tutta la città di Roma”.