MODA E SPOSI

Silvia Venturini Fendi: la moda è un affare di famiglia

Focus sulla carriera della stilista che ha creato due it-bag icona: la Baguette e la Peekaboo

Esponente di terza generazione della dinastia fashion fondata dai nonni Edoardo e Adele nel 1925, Silvia Venturini Fendi è oggi direttore artistico degli accessori e del menswear della maison romana. A lei si deve il successo di borse di culto come la Baguette e la Peekaboo.

Biografia

Silvia Venturini Fendi è la figlia di Anna Fendi, la secondogenita delle cinque sorelle Fendi – Paola, Anna, Franca, Carla e Alda – che hanno preso in mano l’azienda fondata dai genitori Adele ed Edoardo Fendi, nel 1925.

Il laboratorio/boutique di pellicce e pelletteria di via Plebiscito a Roma, grazie alla creatività e allo spirito imprenditoriale delle cinque sorelle diventa punto di riferimento per la pellicceria creativa nel mondo. Silvia Venturini Fendi nasce nel 1961, nel bel mezzo dell’espansione della griffe nel mondo. Silvia ha solo quattro anni quando Karl Lagerfeld viene nominato direttore artistico della maison, ruolo che ricopre fino alla sua scomparsa nel 2019.

Da bambina Silvia è sempre stata vicina al cuore creativo del marchio. A sei anni posa per la campagna pubblicitaria indossando un bomber in castoro e un cappello abbinato.

Dopo aver studiato a Londra e in Italia, vola a Los Angeles dove si occupa di supervisionare la produzione delle sfilate e degli eventi. Ma il primo lavoro formale all’interno dell’azienda di famiglia arriva nel 1987, quando diventa direttore creativo di Fendissime, la linea più giovane. Nel 1992, sua madre e Karl Lagerfeld le chiedono di unirsi ufficialmente a loro nell’ufficio stile, ricoprendo il ruolo di responsabile degli accessori.

Fendi e la linea Selleria

Divenuta responsabile degli accessori, Silvia Fendi lancia nel 1994 la linea Selleria, che riprende la tradizione dei maestri sellai. Costituita da pezzi unici in cuoio romano caratterizzati dalle impunture fatte a mano, diviene segno distintivo della griffe.

Il successo travolgente della Baguette

Ma la consacrazione nell’Olimpo della Moda della designer arriva nel 1997 quando lancia sul mercato la borsa Baguette.silvia venturini fendi

La Baguette Vertigo della p/e 2021

Il nome deriva dalla sua forma, un rettangolo con la tracolla molto corta da portare sotto il braccio come se fosse una baguette. La borsa, stagione dopo stagione, si arricchisce di dettagli, decori, ricami, diventando un must. Migliaia i modelli realizzati, in coccodrillo, visone, tessuto, paillettes e perline.
Un episodio della serie TV di HBO Sex and the City, la sancisce come definitivo oggetto del desiderio. Sarah Jessica Parker, vittima di una rapina, urla a uno scippatore «It’s not a bag, it’s a baguette!».

Nel 2007, per festeggiare i primi 10 anni della borsa, Silvia Venturini Fendi lancia sul mercato un modello di tela bianca venduto con un set di pennarelli Pantone.

Il successo si ripete con la Peekaboo

Nel 2010 Silvia Venturini Fendi crea una buova borsa destinata ad essere un successo mondiale: la Peekaboo.silvia venturini fendi

La Peekaboo Bag in pelle e pitone del 2008

Nel nome della borsa (il cu-cù del gioco del nascondino) si nasconde l’essenza della borsa. Da portare a mano, ha un’insolita apertura che ne mostra l’interno. Nel 2015 Fendi ha chiesto a 9 celebrities di personalizzare la Peekaboo: Cara Delevingne, Gwyneth Paltrow, Adele e Georgia May Jagger, Jerry Hall, Zaha Hadid, Katie Adie, Tanya Ling hanno creato dei modelli messi all’asta nel maggio di quell’anno. Il ricavato viene devoluto all’organizzazione benefica Kids Company, che aiuta i giovani a realizzare i propri sogni.
Altre creazioni nate dalla visione di Silvia Venturini Fendi sono le borse Spy, B Fendi e Silvana.

L’amore per il cinema

Oltre la moda, una grande passione di Silvia Venturini è sicuramente il cinema. Nel 2005 la stilista incontra Luca Guadagnino. Subito la stilista commissiona al regista il cortometraggio The First Sun, per presentare la collezione uomo primavera-estate 2006. La designer diventa produttrice associata del film Io Sono L’Amore (2009) e produttrice di Suspiria (2018), sempre di Guadagnino. Lo stesso regista parteciperà al processo creativo della collezione uomo p/e 2020 disegnando una stampa speciale.

Fendi e Design Miami

Nel 2008 Silvia Venturini visita la fiera Art Basel a Miami Design e se ne innamora. Decide quindi di tenere conferenze durante l’esposizione. Hanno quindi luogo conversazioni tra designer Fernando e Humberto Campana, Arik Levy, Tom Dixon, Paul Cocksedge e Julia Lohmann.

Nel corso degli anni, Fendi ha continuato a collaborare con vari artisti e designer su progetti incentrati sull’artigianato e sui materiali naturali lavorati a mano.

Nel 2000, la famiglia, consapevole delle potenzialità globali del marchio, decide di cedere la proprietà del marchio al gruppo LVHM. Silvia Venturini Fendi diventa responsabile oltre che degli accessori, anche del menswear e della linea bambino.
Alla morte di Karl Lagerfeld, la designer diventa direttore artistico anche dello womenswear, fino all’arrivo l’anno dopo di Kim Jones. Silvia Venturini rimane direttore creativo della linea uomo e degli accessori.
Nel 2010 diventa presidente di AltaRoma: la piattaforma di lancio per i designer emergenti e il centro propulsore dell’alta moda italiana.silvia venturini fendi

Silvia Venturini Fendi con la figlia Delfina Delettrez Fendi

Vita privata

Silvia Venturini Fendi ha tre figli. Delfina Delettrez Fendi, designer di gioielli, direttore creativo della linea jewellery di Fendi. Giulio Delettrez Fendi, imprenditore e Leonetta Luciano Fendi, consulente in comunicazione.