Basket

Fine dell’era Toti alla Virtus Roma?

La Virtus Roma chiede aiuto e si avvia alla fine il ciclo Toti, in cui la società romana ha mantenuto alto il nome della capitale nella massima divisione.

La scorsa settimana il patron si è espresso in maniera decisa che appare inderogabile: «Sono costretto ad annunciare il mio disimpegno dalla Pallacanestro Virtus Roma. È una decisione importante e sofferta su cui ha inciso l’emergenza legata al Covid-19 che mi obbliga a dedicare le mie risorse alle aziende di famiglia piuttosto che allo sport. Non è stato facile fare basket in una grande città come Roma, ma auspico che la Virtus possa trovare un nuovo imprenditore disposto a investire nella società. Io mi fermo qui». La decisione è stata comunicata al Presidente Petrucci e a Malagò, nella speranza che possano far intervenire imprenditori locali per evitare la cessione del titolo sportivo, il cui prezzo sembra di poco meno inferiore ad 1 milione di euro.

Anche l’assessore romano Frongia si è espresso con la speranza di riuscire a salvare il titolo sportivo a Roma: “Perdere la Serie A di basket sarebbe un dramma per lo sport capitolino e stiamo cercando di coinvolgere altri imprenditori che possano contribuire a portare avanti l’attività insieme alla famiglia Toti”.

Il basket maschile a Roma vanta uno scudetto (1983), una Coppa dei Campioni (1984), una Coppa Intercontinentale (1984) ai tempi del Banco Roma di Bianchini, due Coppa Korac (una con De Sisti nell’era Banco Roma nel 1986 e un’altra con Di Fonzo nel pieno dei fasti di Ferruzzi e del Messaggero nel 1992), una Supercoppa (2002) e altre due finali scudetto raggiunte e perse, sempre contro Siena (2008 e 2013), durante la gestione Toti.

In A2 intanto resiste l’Eurobasket che gioca a Cisterna di Latina, mentre la Stella Azzurra potrebbe acquisire il titolo sportivo di Roseto in A2.