ATTUALITA'MODA E SPOSI

Moda e Auto riapre il 27 Aprile

Le riaperture della fase 2 cominceranno con automobili e moda. Il Messaggero oggi dettaglia il piano del governo che porterà al 4 maggio, quando scadrà l’ultimo DPCM del governo: per quella data, si pensa, saranno già ripartite alcune attività a cui si pensa di dare il via entro dieci giorni.

Le riaperture tra aprile e maggio: si comincia da auto e moda

E così dal 27 aprile potrà riaprire tutta la filiera automotive. Ovvero dalle fabbriche meccaniche, ai concessionari sino alle officine che in parte hanno continuato a funzionare sulla base del protocollo del 9 aprile: obbligo di mascherina per il personale, rilevazione delle temperature prima dell’ingresso in azienda, mantenimento della distanza di un metro, sanificazione degli ambienti, procedure per evitare assembramenti nelle mense e negli spogliatoi, uso dello smart working e formazione del personale. Pronta a riaprire anche la filiera della moda, tanto più che molte fabbriche hanno già riaperto chiedendo l’autorizzazione al prefetto competente.

L’idea è quella di aperture differenziate tenendo conto delle caratteristiche dei vari territori. Un riavvio nazionale lasciando spazi alle regioni, a quelle che hanno un numero ridotti di contagi verrebbe infatti lasciata la facoltà di anticipare la riapertura di attività “non distanziate”. In Basilicata, per fare un esempio, potrebbero riaprire prima barbieri, parrucchieri e estetisti, che non in Lombardia. Ma al lavoro, shopping, tempo libero, ci attende una vita a turni scaglionati, In fila. Ovviamente sempre con mascherine, guanti e distanze. Ma soprattutto quasi tutti i tre milioni di lavoratori in smart working potrebbero dover rimanere a casa ancora per un bel po’ di mesi. Il commercio, che è uno dei settori più esposti al contagio nei due sensi, deve comunque ripartire per rimettere in moto il più.

La riapertura e le regole

La ripresa si articolerà con regole stringenti in ogni settore. I trasporti avranno capienza dimezzata su bus e treni con posti a sedere alternati e forse si lavorerà su 7 giorni e non su 5. Anche sugli aerei non si potrà viaggiare fianco a fianco e ci saranno i termoscanner all’ingresso. Per quanto riguarda i negozi l’attività commerciale verrà pulita e disinfettata due volte al giorno e il personale dovrà indossare guanti e mascherine mentre i clienti potranno utilizzare il gel disinfettante e i dispositivi di protezione individuale. Si potrà entrare una persona alla volta nelle attività che hanno a disposizione meno di 40 metri quadri. Si parla anche di luci e led per segnalare le “violazioni” della distanza. E ancora: per quanto riguarda la scuola i presidi delle scuole danesi comunque hanno dovuto fare ricorso a tutta la fantasia disponibile chiedendo alle vicine chiese (ove disponibili) di ospitare alcune classi o trasferendo alcune lezioni nei cortili esterni. Per quello che si sa in Italia si sta pensando di ridurre gli alunni per ogni classe, di aumentare i turni e di scaglionare gli ingressi.

Per le fabbriche (molte delle quali già lavorano a ritmi ridotti) invece la riapertura è più prossima ma sarà sempre effettuata con regole anti-covid. Sciolto il nodo esterno dei trasporti in sicurezza, ogni azienda dovrà riorganizzare il lavoro secondo regole che consentano ai dipendenti di autotutelarsi. Questo significherà controllo della febbre agli ingressi (che saranno”lunghi” nelle grandi fabbriche); sanificazione degli ambienti (in Ferrari hanno deciso di pulire due volte al giorno persino i bottoni degli ascensori); niente assembramenti alle macchi nette del caffé; cesti no invece della mensa; spogliatoi con accesso filtrato; medici presenti sui luoghi di lavoro. Secondo il protocollo siglato fra Confindustria e Cgil, Cisl e UIl in ogni fabbrica dovrebbe nascere un comitato di controllo dell’efficacia delle misure.

Infine, le previsioni di apertura per bare ristoranti durante la cosiddetta fase 2 vedono questo tipo di attività posizionate alla fine della lista. Del resto, sembra impossibile immaginare di portare le mascherine al bar o al ristorante, dovendo bere o mangiare. E quindi le ipotesi sono più sviluppate sul rispetto delle distanze di sicurezza.