Dopo il questionario scandaloso sui disabili, anche assegni di cura ridotti alle famiglie

a cura di Massimiliano Spinella

Dopo lo scandalo del questionario vergognoso del Comune di Roma con domande del tipo “Quanto ti vergogni di tuo figlio? Quanto ti senti in imbarazzo per il suo comportamento? E quanto risentimento provi nei suoi confronti? Indicalo facendo una crocetta su un punteggio che va da zero a quattro” ed il silenzio calato sull’autore che dovrebbe immediatamente dimettersi, ecco arrivare un’altra tegola sul capo delle famiglie romane con persone non autosufficienti.

Il contributo è calato e arriva anche a 400 euro in meno rispetto allo scorso anno e ai precedenti assegni. Come se non bastasse, in Regione Lazio non capiscono perché i contributi – da loro emessi – arrivino decurtati a chi ha bisogno di aiuto.

A Roma – come riporta La Repubblica – l’assegno di cura può variare da un minimo di 500 euro a un massimo di 800. Viene dato per far sì che le persone non autosufficienti possano essere curate da personale qualificato in casa, senza dover ricorrere all’aiuto di una struttura. Poi c’è il contributo che viene dato a persone con disabilità gravissima seguite da un caregiver e l’importo varia dai 400 ai 700 euro. Il calcolo degli importi avviene anche in base alla dichiarazione Isee del nucleo familiare, valutato insieme alla quantità di servizi che la persona disabile riceve. In molti casi però, dentro e fuori Roma, sta accadendo che l’importo massimo non venga mai erogato e chi prima prendeva 700 euro di contributo se ne vede arrivare 400 o poco più. E chi riceveva l’assegno da 800 si ferma a 500 euro.

“Il nostro impegno per capire cosa sta succedendo è massimo” spiega Marta Bonafoni della Lista civica Zingaretti in Regione.